Pubblicato il

MAIL INVIATA A PAOLO GENTILONI VENERDI’ SCORSO DI RIENTRO DA PRETARA

Caro Presidente, Caro Paolo,
anche oggi nel Consiglio dei Ministri Isola del Gran Sasso non è stata inserita nel cratere del terremoto. Sai Paolo, l’altro giorno qualche cosa è crollata, la gente è spaventata e gli oltre due metri di neve certamente non hanno aiutato.
Ormai lo sconforto è totale… già perché nessuno riesce a capacitarsi come mai, in ogni terremoto, tutti i Comuni a nord sud est ed ovest di Isola rientrano nel cratere mentre Isola no. Ho suggerito al Sindaco di mettere all’entrata del capoluogo la dicitura: “Paese deterremotizzato”.
Bisogna riderci su per non piangere, un pianto amaro giacchè anche i crateri sono frutto di scelte politiche e noi siamo sfortunati: nel 2009 la Regione era di centro destra ed il Sindaco di Rifondazione, oggi Regione di centro sinistra e Sindaco di Forza Italia. Pensa che fortuna…
Vogliamo parlare del problema neve? di Isola non ne ha parlato nessuno. I soccorsi? A Teramo, Pescara, Ascoli e Rigopiano… ed il resto? ma che gli anziani che stanno all’addiaccio nella frazione di San Pietro o di Casale o di Pretara forse non necessitano di aiuti? Ma perché mai per i grandi centri con due centimetri di neve e qualche lesione si formano colonne di soccorsi e rientrano nei crateri e piccoli centri montani invece no? Ah già a Teramo ci sono gli amici del Nuovo Centro Destra e quelli servono, servono al Senato ed allora vai con Teramo nel cratere.
Che tristezza Paolo, una vera e propria tristezza, una tristezza che è stata offerta a persone sole, anziane ed indifese che oltre al danno subiscono la beffa di provvedimenti ridicoli… ma dimenticavo: Isola è un Comune deterremotizzato.
Buon riposo al caldo… come tutti gli anziani di Isola, deterremotizzati e denevizzati… e se i tetti son crollati cosa importa… è solo illusione.

Ezio Falini

Pubblicato il

PRETARA ISOLATA… COME SEMPRE!

Non sono il tipo che si lamenta ma di fronte ad una situazione del genere non si può stare zitti. Un piano neve inesistente, energia elettrica saltata, telefoni fuori servizio, frazioni irraggiungibili ed isolate senza che nessuno dica niente. Per non parlare poi del terremoto… di Isola nessuno ne parla! Ora pieno rispetto per l’albergo di rigopiano e, per fortuna, molte persone si sono salvate e questo riempie di gioia tutti… ma tutti i soccorsi li? E le tante persone anziane costrette a vivere all’addiaccio ed isolate nella speranza di non sentirsi male altrimenti li rimangono quelle non meritano il soccorso? Penso a Casale o a San Pietro… ed i bambini? Se hanno bisogno di cure o medicinali? Insomma viviamo nel 2017, in una zona dove l’eccezionalità è quando non nevica e, come sempre, anche quando la neve è minore succede sempre la stessa cosa… come se la neve fosse imprevista! Poi non mi pronuncio sul cratere… cara protezione civile ci siamo anche noi… non abbiamo voce e non facciamo notizia ma ci siamo anche noi… o deve succedere la disgrazia per farvi aprire gli occhi? Ezio Falini

Pubblicato il

IL PAESE

Pretara è una frazione di Isola del Gran Sasso d’Italia. Sede dell’Amministrazione Separata dell’Antica Università di Pagliara annovera delle bellezze storico naturalistiche che ne fanno la privilegiata porta di accesso al Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga.

Pubblicato il

EREMO DI SANTA COLOMBA

L’Eremo di Santa Colomba si trova in territorio di Isola del Gran Sasso d’Italia (Teramo), frazione Pretara. E’ abbarbicato su uno spuntone di roccia quasi sulla vetta del Monte Infornace, a m.1.234 s.l.m. Risalente al XVII secolo, è poco più di una cappella, dotata di tre finestre, e potrebbe tranquillamente essere scambiata per una semplice baita, se non fosse per una rassicurante campana sorretta da un piccolo campanile a vela. L’interno è a forma trapezoidale, con il presbiterio rialzato di due gradini. Sull’altare troneggia la statua di Santa Colomba e di fianco è visibile un’apertura che un tempo custodiva le reliquie della Santa. Su una lapide apposta su una parete si legge “ANNO DOMINI MDCXXXXVII SACERDOS D.ROMUALDUS TATTONUS INSULANUS CARITATE SUIS MANIBUS FECIT HOC OPUS. FR. IO. EREMITA MINISTRANTE”. All’esterno, sopra la porta d’ingresso, un’altra lapide recita: “A SANTA COLOMBA, CONTESSA DELL’UNI-VERSITA’ DI PAGLIARA E SORELLA DI SAN BERARDO VESCOVO DI TERAMO, IL POPOLO DI PRETARA IN SENTITO RICORDO DEL CENTENARIO DEL RITROVAMENTO DEI RESTI MORTALI DELLA SANTA, REGINA DEI NOSTRI MONTI. PRETARA 1. SETTEMBRE 1992. H. MT.1234.” Sul significato ascetico e mistico della montagna e sull’avventura alpinistica di Santa Colomba sul Gran Sasso leggi l’interessante saggio dell’ing. Camillo Berardi.
Colomba e Berardo erano figli dei Conti di Pagliara ed abbandonarono gli agi loro garantiti dalla ricca famiglia cui appartenevano per dedicare la propria vita alla meditazione ed al sacrificio. Tra le leggende che avvolgono la vita della Santa, le più diffuse sono quella che parlano dell’impronta della sua mano che sarebbe rimasta impressa su una roccia che si incontra durante la salita all’Eremo e quella del cosiddetto “Pettine di Santa Colomba”, che per alcuni sarebbe una serie di incisioni parallele (come i denti di un pettine) su una roccia piatta nei pressi dell’Eremo. Ogni 1° settembre dai paesi della valle numerosi devoti si recano in processione alla chiesetta, nel piccolo spiazzo di fronte alla quale viene poi celebrata una S.Messa, snodandosi cantando lungo l’impervio sentiero (leggi il “Canto ispirato a Santa Colomba”).
Per arrivare a Santa Colomba da Teramo (vedi mappa): prendere la superstrada per Roma e poi l’Autostrada uscendo a S.Gabriele-Colledara, o in alternativa andare verso Montorio al Vomano e poi verso Isola del Gran Sasso (Teramo) percorrendo la S.S.80. A Isola del Gran Sasso prendere per Pretara e superare sia l’Eremo di S.Nicola che il piccolo parco attrezzato lungo le cascatelle del fiume Ruzzo. Un paio di chilometri più avanti girare verso Piano del Fiume. Qui occorrerà lasciare l’automobile (in un boschetto con un fresco fontanile) e proseguire a piedi per circa un’ora.

Pubblicato il

SANTA MARIA DI PAGLIARA

L’Eremo di Santa Maria (m.978 s.l.m.) si trova in territorio di Isola del Gran Sasso (Teramo) sul colle che ad oriente domina la collina di Castelli. Attualmente messa in protezione in quanto gravemente danneggiata dal sisma abruzzese del 6 aprile 2009, è una graziosa chiesetta a stanza rettangolare e tetto a spiovente unico. In facciata si alza un piccolo campanile a vela per una campana, attualmente custodita all’interno della chiesa. Su di essa si legge Fusa in Loreto Aprutino – 1874 – Marcello Della Noce. La chiesetta si trova tra i ruderi dell’antico castello medievale dei Conti di Pagliara o di Collepietro, la stessa nobile famiglia cui appartennero San Berardo, che fu vescovo di Teramo dal 1116 al 1122, e Santa Colomba, sua sorella. La costruzione del castello risalirebbe al IX secolo, mentre della chiesetta, seppure probabilmente coeva del castello, si hanno le prime notizie nel 1324, ed il suo nome originario era “Sante Marie de Paliaria”. Ricostruita a partire dal 1825 da fra’ Nicola Torretta, l’ultimo eremita del Gran Sasso che dimorò a lungo nell’eremo di Frattagrande, è composta di due stanze, di cui una più grande propriamente destinata al culto, ed una decisamente più piccola, aggiunta da fra’ Nicola per poterci abitare. L’accesso è sul lato corto che guarda verso Nord ed è facilitato dalla presenza di alcuni rozzi gradini. La prima domenica dopo Pasqua i devoti della sottostante frazione di S.Massimo, nella cui chiesa è conservata la statua di S.Maria di Pagliara, si recano in processione sul colle per i solenni festeggiamenti alla Madonna.
Per arrivarci da Teramo (vedi mappa): il percorso più suggestivo è quello che prevede l’utilizzo della superstrada fino a Basciano per poi continuare sulla vecchia S.S. 150 fino ad Isola del Gran Sasso. Qui, appena all’ingresso del paese, si gira a sinistra verso Pretara e si prosegue, salendo, fino alla fine della salita, a circa 5 Km. da Isola del Gran Sasso.

Pubblicato il

EREMO DI FRA NICOLA

L’Eremo di Fra Nicola di Pretara (Teramo) ha un aspetto di una comune costruzione a fini abitativi e tutto ciò che esteriormente ne richiama l’antica funzione è oggi una grande croce lignea che si trova al suo esterno, davanti alla grotta detta di Frattagrande. Il modesto edificio, conosciuto più comunemente come Eremo di Fra’ Nicola, si appoggia ad una parete di roccia lungo la strada che da Isola del Gran Sasso sale parallelamente al torrente Ruzzo verso la frazione di Pretara. In questa chiesetta da lui stesso costruita qualche anno prima del 1856 Fra’ Nicola, appunto, l’ultimo eremita del Gran Sasso (morto nel 1886), decise di vivere i suoi giorni nella più profonda meditazione. Dalla strada occorre salire pochi gradini per raggiungere il piano terra dell’edificio, dove sono ubicati una chiesetta e due piccoli vani, da uno dei quali parte la scala che porta al piano superiore. Dietro l’altare vengono ancora conservati i resti degli scenari e delle statuine del presepe costruiti pazientemente da Fra’ Nicola. Questi era nato a Picciano (Pescara) nel 1803 e a 22 anni, nel 1825, abbandonò la vita agiata che la famiglia benestante gli offriva per scegliere la vita da eremita stabilendosi a Frattagrande, a poca distanza dai ruderi del Castello dei Conti di Pagliara. Gli fu assegnata la cura di quattro chiese, tutte alle pendici dell’imponente vetta del Gran Sasso: quella di San Nicola, non distante dal centro abitato di Casale San Nicola, quella di Santa Colomba, quasi sulla vetta del Monte Infornace (m.1234), quella di Santa Maria di Pagliara, annessa al Castello di Pagliara, ed infine quella di San Cassiano, nei pressi di Cesa di Francia. Morì il 23 febbraio 1886 e le sue spoglie furono tumulate nella chiesetta, precisamente sotto l’organo, anche questo di sua costruzione. Dieci anni dopo, con un solenne rito le spoglie dell’Eremita furono esumate e traslate nella Chiesa parrocchiale di Pretara.
Per arrivarci da Teramo (vedi mappa): il percorso più suggestivo è quello che prevede l’utilizzo della superstrada fino a Basciano per poi continuare sulla vecchia S.S. 150 fino ad Isola del Gran Sasso. Qui, appena all’ingresso del paese, si gira a sinistra verso Pretara fino ad incontrare l’eremo, a circa 2 Km. dal bivio. In alternativa, dalla superstrada, anzichè uscire a Basciano, si può entrare sull’Autostrada per Roma, uscendo al casello Colledara-S.Gabriele. Da qui, passando nei pressi del Santuario di San Gabriele, si deve attraversare tutta Isola del Gran Sasso per poi girare a destra, prima di uscire dal centro abitato, verso Pretara.

Pubblicato il

CHIESA DI SAN DONATO

Sulla piazzetta al centro del borgo si affaccia la Chiesa di S.Donato, con segni di recenti restauri che hanno cancellato quasi ogni traccia di antico e segni evidenti dei danneggiamenti provocati dal sisma abruzzese del 6 aprile 2009. La sua facciata è a coronamento orizzontale ed alla sua parete posteriore si appoggia sulla destra una tozza torre campanaria a pianta quadrata. Su una delle due campane si legge S.Biagio Vescovo e Martire–Fonderie di Padova-1937; l’altra fu rifusa nel 1824. Il portale d’ingresso ad arco a tutto sesto è in pietra con decorazioni floreali. Sulla porta d’ingresso secondaria fa bella mostra di sé il simbolo diocesano del Giubileo del 2000. All’interno è conservato il cenotafio di S.Colomba trasferito lì dalla Chiesa di S.Lucia di Isola del G.Sasso, dove era stato traslato nel 1596.